SCRIVI CIÒ A CUI IL MONDO CREDERÀ DOMANI.
HAY QUE APRENDER A DESECHAR. UN BUEN ESCRITOR NO SE CONOCE TANTO POR LO QUE PUBLICA COMO POR LO QUE ECHA A LA BASURA. SI DESECHA ES QUE VA POR BUEN CAMINO Y ADEMÁS PARA ESCRIBIR UNO TIENE QUE SENTIRSE MEJOR QUE CERVANTES. " Gabo "Ella se´n va sentendosi appagata
e sparisce lontano dal odiato
e l’anima colpita s’abbandona
e si scioglie d’un odio squarciato.
Un’amara voglia di violenza
sapore di cuoio nelle fauci
e il freddo delle borchie sulla pelle.
Libera si alza la tua natura
schianta rabbiosa sulla carne nuda
percuote, mi graffia, rovina e soffre
per un godere con cui giocare.
Sangue sotto il cappotto, sulla banchina.
Sangue nel vagone che s’allontana.
Sangue sopra un sesso pulsante.
Sangue il colore dell’amante.
Reticente fin troppo.
Lo trovi girando per le pagine vita, la tua e quella estranea, quella raccontata in un taxi metropolitano, in fila al pago della luce, al tavolino di un bar o nel tuo stesso letto. Il panegirico legnoso di parole scheggiate da mani a volte non troppo capaci e alcune altre consumate, vissute, con ancora i segni dei denti, di mani fin troppo capaci, curiose e girovaghe.
Pagine che ti riportano ad altre, che senza pietà ti scagliano in musiche di salsedine, o solo passate, di qualcosa che ancora rimane. Mani di parole che inseguono l’orizzonte, che come un’utopia, si allontana ad ogni passo e parole future che inseguono veloci con la paura di perdersi. Trovano nel tuo andare il loro significato, sanno che il sentiero si fa' camminando e concedendosi riposo.
Vanno piano perché hanno fretta e non hanno bisogno di nascondersi.
La loro è una strategia per entrarti meglio nel cervello, così non avrai scampo, dovrai leggerle e ti sentirai costretto a scriverle finalmente, tutte quelle idee che tieni chiuse nel cervello. Quelle stesse o altre, non importa, ti stanno a guardare e non se ne vanno fin quando non hai finito. Fin quando non hai finito tutto. Pezzi di pane in torno al piatto a misurare il tempo in base alla opera. E non se ne vanno, fino a quando non le hai tirate fuori tutte e altre ancora. Fino a quando non hai finito. Finito tutto.
Mesi pieni di parole da prendere in cronologia e momenti pieni di cronologia da prendere in parola.
Iniziamo a Gennaio, con l’OEA che espulsa Cuba, lei non si abbatte e aiuta Angola e altre teste calde Africane.
In Ottobre il mondo se la vede brutta con la “Baia de los cochinos” e non sono i missili a entrare in crisi, quando a Novembre inizia a squillare il Red telephone.
EUA ha paura di perdere i minerali per l'atomica e in un’altro distorto Gennaio, in Brasile vince la sinistra e Washington appoggia il dittatore Joäo Goulart e quella Sporca è appena iniziata.
Ad Atene si preparano per Costantino.
Si gira pagina e muore Pandit Nehru a Nueva Delhi e così a Maggio l’ultimo Gandi se ne va. Giugno inizia male dando un ergastolo a Nelson Mandela e finisce coinvolgendo la biennale di venezia in uno scandaloso valzer dove a condurre sarà la Pop Art americana.
In un’estate bollente EUA si trova nella crisi del Tonchino e bombarda a tappeto i territori nord vietnamiti. Yalta, nella Crinea d’Agosto, sarà la tomba di Togliatti.
Pasolini, sconvolge ancora Venezia con un settembrino Vangelo secondo Matteo . A Ottobre arriva a fine corsa un Sole d’autostrada e si da il Nobel a uno che se lo merita, e Martin Luter King non lo rifiuta. Non finisce Ottobre e Breznev è il nuovo segretario del Pcus.
Milano da il benvenuto a Novembre e a un cambio d’epoca con la nuova metropolitana e Nuova York non si tira indietro, così Brooklyn e Staten Island adesso sono unite da un ponte nyorkese dal nome non molto nyorkese, Giovanni da Verrazzano.
E oltre oceano, a fine Dicembre, Beppe Saragat si fa presidente della repubblica.
Si festeggia capo d’anno e a Gennaio il mondo e la storia piangono una morte dal nome Sir W.Churchill.
A Febbraio inizia a muoversi la pazzia e assassinano a N.Y. Malcom X, la follia continua a Marzo, aprendo lo scenario in Vietnam, quand’ecco che in Aprile il golpe militare a Santo Domingo è fermato dagli Stati Uniti d’America.
A Luglio inizia il caldo e in Grecia esonerano Papandreu e quelli un po’ più centrali fanno girare l’aria traforando il Monte Bianco. In Agosto il caldo continua a diffondersi fino a L.A. dove i neri di Watts non ce la fanno più e s’incazzano.
Gran fanfara in Settembre per Fanfani nella sua nuova ONU e subito dopo, ma senza nessuna connessione, Pakistan e India iniziano a contendersi come un pomo il caldo Kashmir e si continuerà per molto tempo.
Finisce Ottobre quando i Beatles sono baronetti e i Rolling Ston fumano erba nel cesso della regina e annullano una legge del cazzo. Novembre di cambiamenti. Mao lancia in Cina la sua rivoluzione culturale, Rhodesia conquista la sua indipendenza da Gran Bretagna e in Congo, neo indipendente, il comando lo prende senza chiedere, Mutumbo Sese Seko.
A Dicembre si chiude il Concilio Vaticano II e i passi in dietro ci stringono.
Anno nuovo e Indira Gandi inizia a guardare l’India con occhi da primo ministro. A Febbraio Tass comunica che Lunik 9 tocca la Luna. La Francia, al gioco della NATO non ci gioca più, parola di De Gaulle e dopo la crisi dei 34 giorni si vara il governo Moro. In un frivolo Marzo, la “coppa Rimet” scappa non proprio da sola dalla Central Hall di Westminster e in Italia, nasce la 124 e in casa Fiat è fiocco rosa e festeggia Aprile con l’accordo Urss per Togliattigrad.
Nello stesso Aprile colori e pennelli, perdono Carrà in quel di Milano.
L’ora di Maggio in Italia è per la prima volta legale e i postelegrafonici guardano la fine del mese con le braccia incrociate, tante, molte braccia e mandano in vacanza 400 quintali di posta.
In Ottobre, negli Stati Uniti d’America annullano la morte, offerta dallo stato, di Jack Ruby. Nel sempre più freddo Dicembre,Eraklion la greca, affonda tra Creta e il Pireo e in duecentocinquanta non l’abbandonano, nel frattempo Walt Disney si trasforma in leggenda.
L’anno, è un’altra volta nuovo e Luigi Tenco si uccide per un Sanremo selezionatore.
In Marzo, i colonnelli governano la Grecia dopo un bel colpo. Prende vita Populorum Progressio e siamo tutti più santi, mentre nel sempre Marzo d’Italia non si ride più con De Curtis (Totò).
In Aprile, il nuovo Costantino di Grecia, avvalla e arrestano Papandreu.
A Maggio i Bergamaschi festeggiano Felice e i cinquant’anni di Giro. A Giugno si piange e si gioisce. Si inizia con le lacrime, si finisce dopo sei giorni per colpa della guerra che guarda il sangue arabo e israelita, con l’occhio di vittoria di Moshe Dayan e si gioisce insieme a E. Montale, quando lo fanno senatore a vita.
A Luglio Ditroit s’infiamma, accoglie e inaugura il giramento di coglioni negro e ad Agosto le Black Panter, avranno anche loro momenti di lacrime e sorrisi. Quando in un famoso Ottobre, Bolivia diventa tomba storica, per l’ormai commercializzato Ernesto Che Guevara.
A Dicembre e per la prima volta un cuore cambia domicilio grazie al cardiochirurgo Christian Bernard.
Inizia la pagina del sessantotto e sono le parole di Alexander Dubcek che in Gennaio guida la Cecoslovacchia e le parole soffocate dei vietcong di Saigon, che vengono bombardati, senza pensare alla rima.
Strofe di Febbraio sulle quali il mondo si sveglia dal sonno e inizia a scuotersi per bene.
A Roma, Lettere è occupata e i ragazzi vogliono scuotere. Aprile si rompe a Memphis dove si deve salutare forzatamente Martin Luther King e le scosse iniziano a sentirsi.
Il Maggio è tutto francese, ma prima di finire Aprile, in Germania feriscono ma non spezzano il leader studentesco Rudi Dutschke. Si ritorna a Maggio, quando Cannes rimane senza premi per colpa della Vitti.
A Luglio, la pillola è condannata per Papa Paolo VI e in Agosto i sovietici vanno in gita con i carri armati in Cecoslovacchia.
A Settembre si piange Padre Pio e in Ottobre in Messico si fa e non si dice. "La Brigada Blanca" trova il suo sfogo con un Ordáz in comunella con Echevarría per salvare onore e Olimpiadi di corrente mese, facendo che il mondo ignori e disconosca i fatti della "matanza", quando nella Piazza delle Tre Culture la chiesa contribuisce con lo stato nell’opera sanguinosa e gli studenti iniziano a tremare ed acclamare, mentre EUA non li aiuta prestando, la CIA, ai cattivi e organizzando Litempo 1,2,3 e così via.
Il piemonte in Novembre si allaga e quasi contemporaneamente il mondo saluta gaio Richard Nixon.
Siamo agli sgoccioli del decennio e alla porte del suo ultimo anno. Jan Palach in Gennaio non lo permette, protesta e si da fuoco a Praga, contro l’invasione sovietica, intanto a Bagdad s’impiccano spie di Israele. Un mese dopo la Zanicchi, nella città dei fiori, festeggia il suo Febbraio, a lato della sua Zingara. Golda Maier, in Marzo, come risultato di Gennaio, si fa Primo Ministro d’Israele e subito dopo Eisenhower ci lascia.
Ad Aprile la polizia di Battipaglia si fa prendere la mano ed è scandalo politico. In Giugno arrestano a Milano Capanna, quello che ha lanciato una delle prime pietre, quando in Luglio, le pietre arrivano dalla Luna e Marte ci manda le foto del battesimo.
Ad Agosto l’Isola di Wight si prepara a diventare mito dopo il passaggio hippy.
Settembre, Ho Chi Minh saluta il Vietnam e a Dicembre in Piazza fontana si sospetta di Valpreda.
Qui il mondo si mette nei blocchi di partenza quando si tenta di cambiare e che nessuno la faccia falsa, non abbiamo intenzione di tornare indietro.
"Smonta e impara."
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Alla fine l’uomo distrusse il cielo e la terra.
La terra si muoveva e girava e lo spirito distruttore dell’uomo si sporgeva sopra la superficie delle acque.
E l’uomo disse: - che sia Mio, il potere sulla la terra-, e così fu. E l’uomo vide che il potere era buono e chiamò saggi gli uomini che avevano il potere e quelli che cercavano di reprimere il potere, li chiamò deboli. E fu la sera e fu la mattina. Il settimo giorno.
E l’uomo disse: - che si faccia una divisione tra tutti i popoli della terra. Che si costruisca un muro, tra quelli che mi appoggiano e quelli che sono contro di me.- e così fu. E fu la sera e fu la mattina. Il sesto giorno.
E l’uomo disse: - riuniamo tutti i beni in un solo posto e creiamo strumenti di forza per difenderci. Apriamo una radio che modifichi la mente degli uomini, un progetto che controlli i loro corpi e simboli che catturino le loro anime - e così fu. E fu la sera e fu la mattina. Il quinto giorno.
E l’uomo disse: - che si faccia una censura per separare la luce dal buio - e così fu. E l’uomo creo due grandi centri di censura per controllare i pensieri dell’uomo. Uno che dicesse solo la verità che desiderava venisse ascoltata all’esterno e l’altro, solo la verità che doveva essere ascoltata in casa sua e così fu. E fu la sera e fu la mattina. Il quarto giorno.
E l’uomo disse: - creiamo armi che possano ucciderne milioni dalla distanza e impariamo la guerra batteriologica - e così fu. E fu la sera e fu la mattina. Il terzo giorno.
E l’uomo disse: - facciamo Dio a nostra immagine e somiglianza, diciamo che Dio pensi quello che noi pensiamo, che Dio desideri ciò che noi desideriamo, che Dio ordini ciò che noi desideriamo che ordini - e l’uomo trovò così la forza atomica, la pioggia radioattiva per uccidere quelli che vivevano e quelli che ancora non erano nati e disse: - che si faccia la volontà di Dio-. e così fu. E fu la sera e fu la mattina. Il secondo giorno.
E nell’ultimo giorno una enorme nube coprì tutta la faccia della terra e un forte pianto sgorgò da essa e dopo l’uomo e tutti le sue creazioni, già non c’erano più.
E la terra, riposò l’ultimo giorno da tutte le ambizioni dell’uomo e l’universo era tranquillo nell’ultimo giorno. Riposò da tutte le azioni che l’uomo nella sua follia aveva forgiato. E già non esisteva niente. Non ci fu sera, non ci fu mattina. Non ci fu giorno.
-Il paradosso della speranza.-
Strascichi di un '70 che se l’è presa comoda, ad aprire un '80 da guardare dall’alto. Non solo Italia.
Attenzione alle città Playmobil che si diffondono a macchia d’olio e ci trasformano in omini di plastica.
Parole di censura tot. da Voitila. Parole di neo liberalismo dall’amore tra Tacher e Regan.
Parole contro la droga per la droga dello stesso Regan, nel mentre panini succulenti firmati Burgy fanno un’altra generazione.
Wè, sfitinzie e gallinelle, meglio telare prima che i truzzi popolino la city. Sgommiamo a sgargarozzarci due paninazzi tra monqler, uniform e "nayoleary".
Pronti a sborsare l’indicibile per una Best-Company dai colori impossibili e il signor El Charro, ora, se la spassa in Messico.
OPEP, Banco Mondiale, FMM in affari con quelli che il petrolio non sanno che cos’è.
Siamo tutti a visione mondiale. Macro e micro si confrontano.
Genocida Guatemalteco Efrain Rius Mont con le sue centocinquanta mila vittime, amico dell’ormai Pinoche e tutti per la mano nell’Istituto per la Religione e la Democrazia.
Gente che lotta e viene sputtanata, parole di un Leonardo Boff che nell’anno di silenzio non ha potuto pronunciare e dopo come lo spirito santo, arriva la scomunica.
Gustavo Gutierrez, quell’altro buono della banda del Perù, ricorda quel morto per forza d’Arnulfo Romero. Mentre Monsignor Prigioni, ormai dito sul grilletto di Voitila, opprime e intimorisce sempre quelli. E i teologi della Liberazione sono comunisti, anzi peggio.
Festa della privatizzazione, i Gesuiti soccombono, non per simpatia. Casey si muove tra Roma e Washington con il biglietto di intermediario diretto.
È finita la corsa del Trattato di Diminuzione delle Tensioni Internazionali e sono conseguenza le ribellioni di Afganistan, Vietnam, Angola, Nicaragua.
E quella Fredda si sveglia dalla “détente”.
I Marielitos Cubani in fuga per l’economia. Mondializzazione del denaro, globalizzazione dei potenti. Bussano alla porta, si presentano con soldi nel borsetto una guerra al collo ti attraversano le idee, mentre sei seduto sul divano comprando il tuo Dio aspettando che te ne stampino uno su misura.
“Questo emisfero è nostro” quattro pesanti parole se dette davvero. Parole di Gorge Schulz, quel Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America che si rivolgeva al democrata e presidente del comitato Operazioni Straniere della Camera dei Rappresentanti David Obey.
Parole del bilione di dollari in armamento, in tempo di pace spesi dall’attorone californiano.
Aproposito, ottantuno l’anno che legittima Schwarzenegger.
Una dottrina repubblicana, che fabbrica “Dottrina Regan” e s’impiccia del Latino America.
Addestra e finanzia quelli cattivi con l’uniforme in Guatemala, Salvador, Honduras e la fa difuori in Nicaragua.
Per il protagonista, problemi anche nelle isole Malvine. Vedi cosa succede appoggiando degli isolani. Fa il grosso e invade l’isola Granada e non sazio cerca d’addentare Panama, ma il blocco gli scappa per un soffio.
E mentre titola “l’impero del male”, patrocina fondamentalisti Islamici in quel di Afganistan, preparandosi un futuro sicuro. Aspetta un po’, osserva Libia e bombarda Tripoli. Nel caso muore un figlioletto di un certo Moammar Khadafi, ma forse non è grave.
Ed è già “Guerra delle Galassie”.
Appare dal freddo un Gorbachov che per farsi caldo si copre con la perestoika e una forse leggera glasnost e ovviamente ci riveste un po’ tutto.
Arriva un potenzialmente affascinante e quadrifirmato Trattato delle Forze Nucleari di Media Portata per far abbassare le ali un po’ a tutti.
Senza però dimenticare la vendita di armi sotto il naso di Israele tra USA e Iran di nome Irángate o Irán-Contras. La prima Intifada iniziata dall’OLP e quei 155 km di muro che furono abbattuti a Berlino. Anche le dittature hanno un termine, in Argentina, Brasile e Uruguay bisogna lottare, Cile non da meno e l’arma è il referendum.
Lo Sport nell’ottantaquattro e si rivede nell’ottantotto. L.A. fa la ventitreesima ed è tutta privata.
Il boicottaggio gringo è nell’aria e non partecipano Bulgaria, Vietnam, Corea del Nord, Etiopia, Angola e Laos, ma nessuno li piange. Carl Lewis cento, duecento, quattro per cento e se non capite chi comanda salto in lungo.
Seùl durante un conflitto tutto coreano. Ben Johnson canadese gioca a fare il piccolo chimico facendo bolle di steroidi anabolizzanti. La pesciolina tedesca Otto e i suoi sei ori.
E qui il mondo, è di chi lo vive.
che ormai pensa combiar di nome; "la frase del mercoledì".
“Sesamo apriti… voglio uscire. “
-Stanislas Jerzy Less-
HOY
HOY PUEDO SOLO ODIAR
NI SIQUIERA, NO SOPORTAR, SOLO ODIAR.
ESTOY ENOJADO. ESTOY HASTA LA MADRE.
ME ESTOY AUTO-CHINGANDO Y ME VALE GORRO.
YO- HOY- ESTOY- ENOJADO.
ENOJADO CON TODO LO QUE SE LLAME OBJETO
CON TODAS LAS COSAS QUE LLEVEN ROPA
CON TODAS LAS FORMAS DE VIDA CON PELO O CON ALAS
ENOJADO CON MIGO MISMO POR ESTAR ENOJADO
NO SE ME ACERQUEN VERY PELIGROSO.
NO QUIERO NO DESEO NO COMO NO DIGIERO
NO VEO NO ESCUCHO NO ME INTERESA
HOY NO ESTOY VIVENDO
HOY ESTOY SOLO ODIANDO.
Impazzisce il medico di torno e lancia mele all’impazzata, ma è ovvio che a metà dell’opera abbia già cominciato e vada a salvare la gatta zoppa che non si è fatta male perché ha prevenuto prima di curarsi. Come mettere tutto prima della salute, altro non fa che battere il buon sangue di vino fin che è caldo. Sempre che l’oste nella botte non abbia le gambe corte. Un po’ come chi dorme in barca e muore di fame e sempre meglio di un cane che non abbaia mai e morde tardi, senza nemmeno avvisare. E poi, logicamente, il sangue abbonda sul riso degli stolti e infine tutto, ride quando finisce per ultimo.
aphroditamente write
copiamente write
dinosauriamente write
ethicamente write
gattosamente write
gilgamente write
infinitamenteniente write
shorkiamente write
trismegisticamente write
vió pasar *loading* carnales