SCRIVI CIÒ A CUI IL MONDO CREDERÀ DOMANI.
HAY QUE APRENDER A DESECHAR. UN BUEN ESCRITOR NO SE CONOCE TANTO POR LO QUE PUBLICA COMO POR LO QUE ECHA A LA BASURA. SI DESECHA ES QUE VA POR BUEN CAMINO Y ADEMÁS PARA ESCRIBIR UNO TIENE QUE SENTIRSE MEJOR QUE CERVANTES. " Gabo "Al Mare:
Guarda quella gente. Energia positiva sotto il sole. In una culla di onde e di azzurro relax. Sprigiona, assorbe, si aggiusta e si contrae.
Potrebbero passeggiare in una via trafficata. Negozi, vetrine, gente che sfreccia come i loro pensieri, rapidi e concentrati. Tutt'altro. Sono sdraiati, rilassati, contestualizzati in un contorno... contorno.
Si può menzionare come contorno una massa di vuoti e ricolmi. Una schiuma di comodita'. Un pensiero che guarda il tutto facendosi distrarre dal minuzioso, relax e diversione. Il pensiero della gente creerà il contorno. Si modifichera', si lascera' sovvertire, creando mode e generose idee. Il pensiero o il contorno?
Mi domando, come potranno ora, continuare a convivere con la paranoia telefonica, l'ignoranza catodica e la storta intolleranza. Ora hanno vissuto la prova, la morbita intertestualita', la solida coscienza della curiosita', ... scoprire.
La loro mente non vorra' fermarsi. Sarà curiosa ed insolente, sarà scomoda, per uno come me, ma renderà il mio compito piu stimoloante. Il gioco crescerà di livello.
Si scriveranno le regole in due. L'immagine che riflettono è intera. Sembra quasi che sappiano dove stanno andando.
Ma questo, avverrà solo più avanti.
Belzebù
la frase del Lunedì è arrivata tardi e si scusa, Lei...:
“Il nostro delirio accade in modo tranquillo mentre siamo li a fissare i pelucchi della moquette.”
Charles Bukowski
PAROLE SETTANTA.
Parole in ordine nero a lato di una contestazione di picchiatori ormai con la P38, nella misura in cui, cioè, una strategia della tensione, mediante sit-in in associazione con la militanza della nuova sinistra. Ora i Nar ripensano a Italicus prima di portare l'attacco al cuore dello stato. E i collettivi alla sovversione.
Aborto, le donne vogliono il divorzio, si sciroppano acidi mentre sgarzelli le zumano con banfe di mezze gambe vinte a stonati cremini. Non come i fusi spomponati che con un chilo ciulato ai matusa e pieni di libidine si preparano per il carotaggio di ambidesrti . Montati, pozzi e lanuti si scontrano con trucidi zippi scoppiati.
E in tutto questo marcabul un fix pieno di ero binocola un giusta. Da un puntello, la marca, la zuma, limona, ma non rusca, niente carotaggio, l'impermeabile si è dato alla fuga e gli ritorna tutto il dragare della mattina.
Iniziato da Capanna, Pero e Spada, atenei bloccati e l'esempio della Cattolica.
Un buco nero in Italia, una faccenda non-chiusa da quel di Soffri a un (K)ossiga senza Moro, rubato dalle Br che hanno skazzato, dato importanza e toltosi stile.
Quei facisti che non ci sono più, tutti scomparsi o nascosti. Solo un Luigi Lucchini e un de Tomaso non si dichiarano paraculi sociologhi sinistroidi impegnati però borghesi assassini non meglio del peggio.
Buchi riempiti solo da Vinciguerra, da una 500 con bomba a strappo nel cofano e rovinati da Delfo Zorzi in Giappone, dal peggio del nord-est Maria Maggi e l'ultimo di una maledetta Fenice che non brucia, come Rognoni.
In catafalco, intanto, tafanano i tieffe, frignando un Tobagi, falciato da Barbone e Morandini, per un ultimo colpo di coda, per il rosso e per il nero per una Milano da bere solo in cartolina, per un quartiere Garibaldi che fu e la crisi petrolifera.
Tutto abitato da fascetti, proletari, creativi per forza e squadristi neri. Borghesi arruffati e spese proletarie a contrastare golpe nero e lo stato stragista.
Contestazione, rivoluzione, ideologicizzazzione, trasgressione, provocazione e che cazzo lotta armata sabotaggio, uomini chiave da individuare, covi, occupazione, molotov manganelli, lacrimogeni. E solo perchè il personale è politico, abbiamogiustiziato X. Seguecomunicato, sirivendical'esequzione di bacheche volantini, slogan e tazebao.
Sex pistol, Clash, Dubcek in Varsavia, Jan Palach e il fuoco della Cecoslovacchia, Malcom X, Jane Fonda e il FTA, Andreotti senza trattative, Riccardo Palma che più non consiglia la Cassazione, Kurt Waldheim più ONU che segretario, Papa Paolo VI senza condizioni, Janis Joplin d'altro rock, De gragori di Alice, Pietrangeli di Contessa, von Balthasar della teologia innovativa, Moretti piange Ecce Bombo, l'estremista di colore Angela Davis, Herbert Marcus in galera e poi assolta, il Che caduto in Bolivia, Salvador Allende che non si è arreso a Pinochet, per certi versi Bob Dylan, Corrado Alunni catturato e Tutti i ricori per quelli che li hanno.
E un ricordo hai precedenti anni Blu, perchè l'Italia è di tutti.
L’ARMADIO DI SARA.
Qualche volta penso che sarei dovuta vivere dentro l’armadio.
Lì vivono i miei vestiti. Amici che mi tengono calda d’inverno e fresca d’estate. Che mi accompagnano alle feste, in cortile con la bici e il venerdì a pranzo dalla nonna. Ogni volta che si sporcano dopo hanno un buon odore, perché la mia mamma li mette nella macchina che gira.
Questi sono i miei amici. Sono colorati, alcuni più morbidi degli altri e tutti amici miei.
Ogni anno, prima che inizi a fare caldo e prima che inizi a fare freddo, i miei genitori, mi portano a comprarne di nuovi. Dicono che sto diventando una signorina e ho bisogno di nuovi amici. Io no, voglio rimanere con le ginocchia sbucciate e il naso che mi cola. Non voglio più vestiti bianchi. Quelli scuri sono antipatici. Ogni volta che li metto arriva un adulto che puzza di fumo e mi parla come se fossi stupida.
I miei amici, sono diversi tra loro, ma stanno tutti nello stesso armadio.
Ho amici, lunghi e corti. Con le righe e i quadretti, con e senza le maniche. Ci sono quelli solo con le gambe o con una gamba sola.
Azzurri la domenica, bianchi per le feste, colorati per passeggiare, scuri per le visite e quelli che voglio io, quando vado a giocare.
Non uscirei mai senza di loro.
È buio dove vivono loro, ma quando arrivo, apro le ante e si colorano di luce. Mi vogliono bene. Mi proteggono. Assomigliano a quelli della mamma, ma mi sento come con il mio papá. Mi avvolgono.
Le scarpe, quelle si, mi ricordano la mamma. Mi guardano da lontano, mi insegnano strade nuove e raramente mi abbandonano, pero qualche volta succede e io mi sento per un momento libera e sollevata. Stiamo bene tutte e due (entrambe).
Le scarpe, non vivono nell’armadio alto con gli specchi, insieme ai miei vestiti. Le scarpe vivono in un cassettone basso e tozzo, con delle lunghe maniglie che luccicano e si specchiano nella casa degli amici vestiti.
Ho molti più amici vestiti che amiche scarpe. La mia mamma invece adora le sue amiche scarpe. Indossa sempre le stesse grosse ciabatte di camoscio, ma ha una stanza dedicata solo alle sue amiche scarpe, circondate da grandi specchi molto più alti di me.
Mi diverto a scegliere con la mia mamma gli amici che mi faranno compagnia all’asilo. Rido moltissimo anche quando da sola, li prendo a caso la mattina prima di uscire. Li indosso in fretta. La testa si infila nella manica, litigo con i bottoni che si scambiano di “casola” e una scarpa, uguale alla sua amica, si nasconde per far perdere tempo alla mia mamma. Perché lei, qualche mattina ha fretta. Ha fretta di tornare a letto a dormire e pensare.
Il mio papá ed io non torniamo mai a pranzo. E la mamma la sera dice che ha lavorato tutto il giorno. Io so che dice le bugie e so che il mo papá non le crede. Il mio papá ci vuole bene, sa quando sorridere. Le mia mamma è la mia mamma, ma non credo lo sarà per sempre.
La Frase del Lunedì:
"Armonia e contrasto conducono a sicura beltà." -B-
Incredibile!
Non mi può stare accadendo ancora.
Non anche con lei.
Ma guarda che espressione…
Mi infastidisce anche come legge il giornale.
Ma guarda, occupa tutto il posto. Non ha una borsa ha una sacca da marinaio. Mi ha fatto correre per non perdere il treno, così siamo arrivati 30 minuti in anticipo.
Mi si intreccia lo stomaco, non posso farci proprio niente, ma la mia domanda è… “perché, come è possibile?”
Questa mattina, qualsiasi cosa facesse o dicesse mi faceva eccitare.
Ad esempio, mi ricordo chiaramente di aver osservato come ordinava la colazione al bar, il fatto che volesse ordinare lei per sperimentare la nuova lingua, e come guardava, solare e bellissima. Non potevo che amarla, mi sentivo perfetto.
Adesso mi sento disorientato, forse sarà una giornata così, la stanchezza, il viaggio.
Ma se non lo fosse? Se dovesse darmi perennemente fastidio?
Il viaggio in treno è ancora lungo e magari ora di Arezzo mi è passato tutto e il w.e. sarà meraviglioso.
Un libro una dormita, poi vedrò.
Forse con il sesso…
"Los labios sueltos hunden barcos"
"Le labbra libere affondano navi"
-FTA-
IXTAPA. Sono stato al mare. Giovedì fino domenica, con il famoso trio; Spaggia, Mare e Palme. E due nuovi amici; Annessi e Connessi.
Ma non mi sono dimenticato del racconto
LA CAMERA DI SARA.
Il sole splende e il letto è al centro della mia camera. Sono già due giorni che i miei genitori hanno tolto tutti i miei pupazzi di pezza.
Da poco la mia camera è stata ridipinta e arredata tutta un'altra volta.
Un armadio nuovo, una scrivania nuova, le tende e il tappato di colori pastello. L'anno passato, la mia camera, era tutta bianca, ma quest'anno, il mio papà, l'ha dipinta di uno splendido giallo. Il giallo che ha usato il mio papá, non è troppo luminoso ne troppo scuro. Un giallo, pulcino felice. Il mio papà ha trovato la tonalità giusta per cullare i miei sogni anche in sua assenza.
Questo è il suo giallo. Io ho un papà giallo, del giallo più bello che potete immaginare.No, non riuscirete mai ad immaginarlo, perché nessuno ha un papà come il mio, giallo come il mio.
Dal mio letto vedo il mondo come mi piace vederlo. Giallo e con il mio papà ovunque.
Dal mio lettino vedo la finestra. È di fronte a me, ma non mi guarda mai. È troppo attenta a guardare fuori. Fuori è molto più grande. Grande e trasparente, perché la mia mamma, la finestra, la pulisce tutte le mattine. Io le faccio sempre compagnia canticchiando al suo fianco. Le tiro i pantaloni della tuta, quella che usa per fare le pulizie in casa. Quella con i buchi sulle ginocchia e una pezza sul sedere. Quella che non piace a papà. Quella che piace tanto allo zio...
La mia mamma è così, trasparente. Fa le pulizie e poi va a letto a dormire. Le piace molto dormire e fare le pulizie. La mia mamma è trasparente come i vetri della mia finestra. È pura, è buona, è dolce, è tutta una mamma, ma per la sicurezza devo andare dal papà, perché la mamma è trasparente e non so' dove appoggiarmi.
Mi piace quando sistema la casa e sorride. Mi piace quando ha i suoi pantaloni della tuta e l'aspirapolvere in mano. Mi piace quando è impegnata. Non mi piace quando dorme sempre e dice le bugie. Si, la mia mamma qualche volta dice le bugie. Il lunedì e il giovedì pomeriggio gioco con lo zio e la mamma la sera dice le bugie al papà.
Il mio papà sa tutto, vede tutto e sente tutto. Non è un mago, è il mio papà. E io alla mia mamma le voglio bene. Questo è il mio mondo. Mi vogliono bene. È giallo. C'è il mio papà che mi protegge e la mia mamma che mi insegna e mi mostra le cose. Anche quelle un po' diverse, che le altre mamme nascondono. Io sono fortunata.
Il mio papà à giallo e la mia mamma trasparente.
Io, sono di tutti i colori.
Ho deciso che scriverò un libro per bambini intelligenti o per giovani stranieri che vogliono imparare il nostro sfaccettato idioma. In questo momento è nato il primo racconto...
SARA RACCONTA.
I ragazzi imparano ogni giorno, cose nuove.
Gli piace giocare con le parole, quelle arrabbiate con l'H, quelle che corrono sopra le SCE e intorno agli GN.
Sono tutti in fila ad aspettare altri racconti. Quando, una ragazza interrompe improvvisamente.
"io mi chiamo Sara. Sono di Cagliari, una bellissima città della Sardegna, che sicuramente conoscete."
"Allora Sara, che cosa vuoi dirci, parla."
"Voglio raccontarvi una storia che la mia nonna racconta ogni sera accanto al camino. Ci sediamo e aspettiamo che l'ora delle storie esca dal suo nascondiglio. Tremo nell'attesa. La sedia è come sempre davanti al tavolino, quello con una gamba rotta che quando ti siedi devi stare attenta a cosa fai.
La mia gonna rossa luccica alla luce delle fiamme e enfatizza la maglietta che si intravede sotto al maglione(cino) di cotone. Ho freddo. Aspetto l'ora della storia. Non è mai puntuale. L'aspettiamo per qualche minuto. Iniziamo ad innervosirci, siamo emozionate al massimo.
Da quel momento in avanti, la nonna si trasforma, diventa una mia amica del mare.
Ha i capelli lunghi, il sorriso bellissimo e le mani bianche. È qualche centimetro più alta di me, ma solo per proteggermi. Cammina leggera sulla sabbia e la gonna le si alza con il ritmo del vento.
Adesso ho caldo. Mi spoglio, tolgo il maglione di cotone. Lascio la maglietta al sole. La mia gonna è tutta bagnata sul fondo, esattamente sull'orlo, che la mia nonna, ha cucito sulla spiaggia questa mattina.
Mia nonna è sdraiata su una "sedia a sdraio" con scritto il nome dell'albergo e guarda i miei giochi sulla spiaggia con la mia amica invisibile.
Il sole è alto nel cielo. Le nuvole scappano dal vento. L'azzurro riempie l'aria e la mia amica, corre dalla sua mamma.
Mia nonna adesso è seduta sul divano. Il fuco nel camino illumina la sala. Io sono felice e mi piace la mia gonna. Domani chiedo a mio papà di cercare le scarpe di vernice. Lui è il più bel papà del mondo e mi vuole un sacco di bene. Avete capito! Stupidi bambini in fila ad aspettare un racconto. Siete senza fantasia."
"Brain storming"... ho bisogno di voi.
Problema - il mio bagno ha una sola finestra,( ringrazio e maledico giornalmente l'architetto per averla creata), che si affaccia all'interno di un circolo di finestre di alcuni vicini, messicani ovviamente. Il problema sorge la mattina.
Alle 9, 9.30 mi alzo, rigorosamente doccia e rigenerante cagata. Qui il problema fa capolino. Mi trovo circondato da una calda condensa e un caldo odore di merda. Voi direte "cazzo, apri la finestra", ma vi sto scrivendo appunto per questo esatto motivo.
Ore 8.30, la mia dolce vicina messicana, inizia a cucinare, cipolle, cuitlacoches, suadero con cecina e altri tipicamente odorosi manicaretti
(rimpiango le "innocue", benchè mattiniere, note napoletane...).
La infame decisione.
Odore di merda, con il suo tipico aroma, tra l'avvolgente e il pungente, che sfrigola per qualche tempo e poi scompare lasciando quasi un vuoto dentro di me.
O, l'odore di cibi di paesi lontani, che quando meno servono te li trovi giusto fuori dalla finestra. Questo, al contrario del precedente, è un odore persistente, con alte capacità di ristagno. Un fetore che si appiccica alle pareti interne della bocca dello stomaco e li prende possesso del luogo trasformandolo nella sua alcova, fino alle 13.30 e successivamente, allestendo un comodo talamo per eventuali facili puzzette.
Che fare, le proposte sarebbero tante, ma quale...
Descripción del ...
… comelo con los cinco sentidos:
una fruta más o meno redonda con un hueso impenetrable, ocultado por una pulpa verde palida y protegido por una cáscara obscura.
Su espiritu es mantequilla dulce en la boca y con la sal se aumenta su embarazosa dulzura. Acercándolo a la nariz, su perfume se confunde, se mezcla en lo que lo rodea y más, y más lo buscas, el más rapido huye, se ocula y no se deja oler. Lo tocas y se derrite entre tus manos y quando lo aprietas, suena como pastel de crema entre tus dedos.
… comerlo con creatividad:
venus redonda, apapachadora y feminina, solo como Botticelli pudia pintar.
El cuerpo verde y las caderas de luna, Itaca de Ulisse, me distraen de tu verdadera hermosura. El centro de tus esencias, el lugar de donde naciste, lugar donde no dejas entrar, lugar scalfito pero nunca penetrado, un duro e incomible corazón.
Tu armadura detiene mi deseo y aumnta mi placer. Aquél placer de destatarte en la boca, de apretarte con mi lengua. El placer de descubrirte y consumirte. Llenarme y todavia tener gana de ti.
-aguacate;avocado-
-qualche riga anche per i miei attuali compaesani-
Poema al muerto.
Juego furioso con el alma fría.
condúceme, consuéleme, mírame,
la cama se queda guardada, guía.
Ahí donde la luz no te refleja
esta oculto, rostro querubíno
y te aprieta el aro mezquino
traga lodo el Ciacco que se queja.
La sangre rápida y olvidada
toda la nada concebida, grita
absurda paradoja es buscada.
Nada se queda, el silencio mata
el ángel "lleva al que no regresa"
te mira juez cruel de la diosa
es perdido el suspiro de plata.
INVASIONE O PUBBLICITÁ
-reciclo-
Soggetti predisposti ad invasioni, insoddisfatti mammiferi senza più il piacere della caccia senza più prede e ulteriori soggetti da sottomettere. Tutto è stato voracemente consumato, da menti portate all’autodistruzione. Una reazione nucleare a catena, ebbe inizio con il primo morso al proibito, la prima vittoria dello strisciante tentatore, la nascita della persuasione a scopo di vendere un’ideale, falso e inconsistente. Invasi da mille folletti disseminati come i preziosi, nel giardino d’Aladino, pronti a lusingare e gongolare giovani menti insoddisfatte, alla ricerca dei 3 desideri, dell’immortale futuro e dell’ultimo trend, si faranno conquistare ed inconsciamente ubbidiranno al loro demonio.
Niente pronto per il tutto.
Sono l'anatomia matematica, la sinfonia architettonica, lo spirito materiale.
Potrò, saprò, avrò, di ciò che vorranno assaggiare,
guarderò, vedetta spaziale,
per prevedere e salveguardare.
Tutti dovranno ammirare, toccare e assaggiare.
La tentazione della curiosità, il rosso della mela
il coperchio del vaso di Pandora
l’oro del pomo, sono la mia pelle.
Sirene d'ulisse e mantra di folletti,
la mia voce.
Coinvolgerà e modificherà con il tempo.
Insieme al tempo, diventado come e poi il tempo.
Stupirò gli scettici,
attirerò i distratti,
canterò col silenzio dei pregiudizi,
danzerò con la staticità del passato,
e dal passato,
ruberò l’esperienza, l’audacia e la scaltrezza.
Sono atto ad essere, ed il vostro è il mio essere.
Calmo e sovversivo,
se attuale non soddisfatto,
conducente del mio pensiero,
stupido e geniale.
Sarò cio che vuoi ,in più, mi odierete
in modo da diventare ciò che adorerete.
Verde, il mio colore, il verde
il verde dell’oblio ottocentesco
il verde della rivoluzone
il verde dello sguardo che si perde.
¡TRAVEL LIGHT!
aphroditamente write
copiamente write
dinosauriamente write
ethicamente write
gattosamente write
gilgamente write
infinitamenteniente write
shorkiamente write
trismegisticamente write
vió pasar *loading* carnales