concettoggetto

SCRIVI CIÒ A CUI IL MONDO CREDERÀ DOMANI.

HAY QUE APRENDER A DESECHAR. UN BUEN ESCRITOR NO SE CONOCE TANTO POR LO QUE PUBLICA COMO POR LO QUE ECHA A LA BASURA. SI DESECHA ES QUE VA POR BUEN CAMINO Y ADEMÁS PARA ESCRIBIR UNO TIENE QUE SENTIRSE MEJOR QUE CERVANTES. " Gabo "
lunedì, 08 maggio 2006
Evitando stronzate deposte sul marciapiede della vita.

Senza il ben che minimo dubbio, è stato un lungo silenzio. Silenzio, questo, lungo ed assolutamente necessario, dovuto all’inizio da problemi tecnici riguardanti suddetta pagina e successivamente dal fatto che non avessi nulla da dire, o per lo meno non volevo pensare a come dirlo. Reduce da un periodo in cui non ero certo di nulla e soprattutto non volevo sapere assolutamente niente; e come dice il saggio: “ se non sai, taci ”. Ciò, principalmente, per evitare di dire stronzate… a proposito di stronzate. Perché ci sono tante stronzate in circolazione? Forse oggi più di ieri, le stronzate prolificano e si muovono all’interno della nostra società, alimentate dai sempre più numerosi “ tuttologhi “. Li puoi trovare ovunque, dietro il bancone di una macelleria, al volante di un taxi, in parlamento, in un’agenzia pubblicitaria, seduti dietro cattedre scolastiche, ecc. il fatto è che questa gente sempre è esistita e sempre esisterà, quindi riconosciamo, l’incalzante diffusione “ della stronzata ” come la causa principale. E in quale periodo storico, se non nel nostro, è più rapida la circolazione d’informazioni (più o meno vere, più o meno stronzate che siano?) Stabilito ciò, diciamo che le stronzate sono inevitabili ogni volta che le circostanze obbligano qualcuno a parlare senza sapere di cosa sta parlando. Pertanto la produzione di stronzate è stimolata ogniqualvolta gli obblighi o le opportunità di parlare di un certo argomento eccedono le conoscenze che il parlante ha dei fatti rilevanti attorno a quell’argomento, questa discrepanza è comune nella vita pubblica, in cui le persone sono spesso spinte – vuoi dalle proprie inclinazioni, vuoi dalle richieste altrui – a parlare in lungo e in largo di materie, nelle quali sono, in grado maggiore o minore, ignoranti. Questioni strettamente correlate emergono dalla diffusa convinzione che in una democrazia ogni cittadino debba avere un’opinione su tutto, o almeno su tutto ciò che attiene alla gestione della cosa pubblica della propria nazione e soprattutto che la voglia comunicare a tutti i costi a chi lo circonda. L’assenza di qualunque legame significativo tra le opinioni di una persona e la sua comprensione della realtà avrà conseguenze ancora più gravi, non occorre dirlo, per uno che ritenga sia sua responsabilità, in quanto coscienzioso agente morale, valutare eventi e condizioni in qualunque angolo del mondo. Per concludere mi permetto di citare Eric Ambler, dal libro “Dirty story: “ mai dire una bugia quando puoi cavartela a forza di stronzate. “

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venerdì, 03 febbraio 2006

venerdì 27 gennaio.

l’una del pomeriggio.
Cuernavaca, Morelos. México.
Sono appena salito in camera, perchè in giardino, dove abbiamo fatto colazione, nonostante la piscina, faceva troppo caldo… .
Adesso faró una doccia e usciró sulla splendida terrazza della mia camera d’albergo, camera numero 8, aspttando che il sole mi asciugi. Leggerò un po' del nuovo libro di Baricco e  mi fumerò una boffa.
Ieri sera eravamo nella stanza n. 7, ma ce la siamo fatta cambiare stamattina, perchè la terrazza era piccola e il bagno non avava la vasca.
Adesso ho anche l’idromassaggio e una seggiola di marmo  all'interno della vasca.
Guarderemo un film e ci faremo portare il pranzo in camera… poi un giretto in centro, un po’ di shopping, gentilmente offertoci e un buon aperitivo.
ritorneremo in camera e sarà come la prima volta… eccitante e senza fretta.

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venerdì, 30 dicembre 2005
DOLCE

Cose che scivolano sulla pelle o colpiscono le ossa.

Pensieri elaborati

condividono, con semplici sguardi

quell'increspare di peli che corre sulle braccia.

Un bambino che dorme,

un papà che gli spiega la vita.

Dolce,

il sapore del vino,

il sapore dell'amante,

il colore del vento,

il colore del dolore.

Dolce è quando è con il cuore

dolce è quando è innocente.

Può perfino essere dolce un'ignoranza inconsapevole.

Dolce,

non è bello, non è brutto

non è alto, non è corto.

Dolce è un'idea,

un soffio di vita necessario

a far muovere i capelli.

Dolce la tristezza di un nano difronte alla sua sorte,

dolce la reazione di un bambino grasso davanti alla crudeltà dei suoi coetanei.

Un'amorevole tristezza,

il volto arrossato della sera,

il rosso che gira intorno ad un bastoncino di zucchero.

Una familia che ama.

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lunedì, 05 dicembre 2005
"I want to be someone else or i'll explode"

"I want to be someone else or i'll explode"

Ora solo
Immerso nel delirio grammaticale
Scorre il mattino a bordo di una ka.
Il richiamo di sirene d’asfalto (tre) lusingano e attraggano il mio affamato Ego.
Non m’accorgo e…
Ora sono
intrappolato in una ragnatela di possibilità
Troppe
Ora emozioni
Che dimentico sorvolavo
Ora si presentano
E mi scovano sottile.
Si avvicinano,
in picchiata mi si schiantano addosso.
Ora tre
sono le emozioni che mi circondano e mi cercano
La prima
Piccola diretta e intrigante
Insinuante e maliziosa… perniciosa.
Seconda
Meraviglia scura, inconscia si aggira tra i miei occhi
I suoi, così enormi e difficili da trovare.
Terza
Stupenda, forte e aggressiva.
Troppo esigente, non adatta per il momento.
Ora mi sento
In un sogno lisergico dal quale non posso uscire senza lasciare indietro qualcosa o qualcuno
Voglio tutto e non posso rinunciare.
Inizierò ordimatamente.
In modo chiaro
Evitando il dolore
Prima la prima seconda le seconda e la terza forse mai.


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giovedì, 17 novembre 2005
LAS REBANADAS DEL PASTEL

México VS Venezuela
o meglio
Vincente Fox VS Hugo Chávez


mi sento in dovere di premettere che al summit delle americhe (cumbre de las americas), che è terminato la settimana scorsa in Argentina (Mar de Plata), il presidente del mio attuale paese ha avuto la brillante idea di insultare il presidente di casa, Kichner (dicendogli che non sapeva fare il suo lavoro e una volta ricevuta la risposta, gli ha detto in faccia:  testuale, "specchio riflesso" che in spagnolo suona più o meno cosí " otras cosas mariposa" ) e ovviamente non si é dimenticato di insultare, anche quello che  per gli argentini tutti è un Dio, cioè Maradona, dicendogli che non doveva parlare perché aveva solo fumo nel cervello... ( puo anche essere che non abbia avuto tutti i torti).
Detto questo, passerò all'argomento in questione. Venezuela. I due presidenti, Fox e Chàvez, si sono insultati mutuamente, ma  l'ultima parola è stata quella  del presidente del Venezuela, il quale ha chimato Vincente Fox, "cachorro del Imperio" cioè cucciolo dell'impero (stati uniti d'america).

Dialogo entre un padre y su "cachorro"
dialogo tra un papà e il suo "cucciolo"

  • papá, ¿cuando ofenden al Presidente, me ofenden a mi?  papá quando offendono il presidente, offendono anche me?
  • si, hijo, porque se supone que èl nos representa a todos.  si figlio mio. perchè si suppone che il presidente rappresenti a tutti noi.
  • entonces, cuando dice "aqui estamos puros empresarios" ¿Significa que nosotros también somos empresarios?  all'ora, quando dice "qui siamo tutti impresari" vuole dire che anche noi siamo impresari?
  • mmmhh, no exactamente.  mmmhh non esattamente
  • entonces, cundo baja el precio del petróleo y los demás lo suben,  ¿està  viendo por nuestros intereses?   all'ora, quando abbassa il prezzo del petrolio e tutti gl'altri lo alzano, lo sta facendo per il nostro bene?
  • beeeeno, más o meno.  be' più o meno.
  • entonces, cuando prefiere pagar a los banqueros que dar dinero a los damnificados por los huracanes, ¿también me rapresenta a mi?  all'ora, quando sceglie pagare le banche piuttosto che dare i soldi ai sopravvissuti agli uragani, anche lì, mi sta rappresentando?
  • ¡gulp! pues, sí. ¿Por qué tantas preguntas, hijo?  gulp! vediamo... si. Ma perché tutte queste domande, figlio?
  • porque no entendia, papá.  perché non capivo, papà.
  • y ahora, ¿ya, has entendido bien?  e adesso hai capito bene?
  • si papi. Soy bien ojete. si papà, sono un gran coglione.

P.S. il Messico non fa parte dell' OPC, per volontà degli Stati Uniti d'America... e le banche in questione sono ovviamente statunitensi.
 

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lunedì, 07 novembre 2005
giorno senza

Sveglio. Per cosi dire. Ripeto ritmicamente gesti automatizzati.
Bevo i denti, lavo un caffè. Prendo le scale, scendo la macchina e m’immergo…
Sguardi da interpretare, espressioni linguistiche da analizzare, gesti e motivazioni ancora da capire.
E vorrei che VOI foste qui, anche solo per un giorno.
Respirare dietro quelle 15 cappe di smog, il profumo del Messico.
Sentirne il palpito, il suo “troppo cuore”
e capirne il suo diverso stato di coscienza civica e morale.
Mi piacerebbe che anche i vostri occhi rimanessero incantati dai mille colori,
il rosa messicano, el rojo amanecer, verde, azzurri scioccanti e bianchi irriverenti.
Perfino i taxi sono ansioso di mostrarvi, i venditori ambulanti e le insegne dei negozi dipinte a mano sui muri.
E i poliziotti che affittano il suolo pubblico con una bottiglia d’acqua e ti parcheggiano la macchina con un panno di flanella.
Vi vorrei portare a mangiare. Tacos, quesadillas, tamales, enchilada e chilaquilles.
Viaggio di sapori, sfrizzolio di papille gustative e squisitezze che eccitano il “velopendulo”.
Le mostre fotografiche in “Paseo de la Reforma”, le manifestazioni all’”Angel de la Indipendencia”
I tramonti viola ed arancioni visti dietro i grattacieli di “Santa Fe”.
Ubriacarci tutti insieme a Xochimilco, galleggiando sulle dubbie acque di un lago nella città.
Condividere qualche momento, sufficiente perchè i miei racconti non suonino a nulla.
Sapere se vi piace e se approvate. Sapere che cosa avreste fatto e farvi sapere che vi voglio bene.




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giovedì, 20 ottobre 2005
PROVERBIANDO, proverbiando...


Saltando di palo in frasca gli si conficcò una spina nella coscia.
Decise di andare dal dottore per togliersi il problema di torno e camuffato da gatta si mise nel sacco. "Sacco matto!", sbraita la moglie ubriaca rinchiusa nella botte, con il marito che, per prendere due piccioni con una fava (la sua), da colpi impari al cerchio e alla bocca del cavallo di Donato, il quale dovrà a sua volta tornare dal dottore perchè essendo più verde del vicino, il re vuole che diventi erba.
Donato dice: LEGALIZZATEMI.


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sabato, 15 ottobre 2005
parvenza solamente parvenza

What do you mean?


FEAR

False evidence apearing real.

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mercoledì, 05 ottobre 2005
ci vuole...

CORAGGIO

Poche gocce.
Millesimato.
Rilasciato da un acquazzone
ha riaperto un fiume.
Rossa e nera la bandiera.
Veleggia ribelle.
Forte indigeno di un mondo di cui non è membro.
Di nome Coraggio
dallo scrivere è riemerso.
Dei bambini
negl’occhi del primo respiro.
Delle ragazzette
nell’espressione del primo gemito di piacere.
Del pittore
nella sua prima linea su un mondo bianco.
De los chiapanecos
Nel passamontagna e nel fucile in spalla.
Da me e da te
nello stare semplicemente insieme.
Nell’alzarsi tutte le mattine.
Non nello scappare
ma nell’inseguire
Non nel nascondere
ma nel trovare.
Averlo o non averlo…
Basta saperlo.


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martedì, 20 settembre 2005
ispirazione

Musa.
Stimolo.
Pulsione.
Fonte d’ispirazione.
Pericolosa.
Per alcuni, salubre e soave.
Per altri, spigolosa e malsana.
Per altri ancora, i fortunati, liscia e qualunquista.
Alcune volte frequentatrice assidua.
Altre, inesistente o assenteista.
Pero’, come il compleanno, a tutti arriva.
E c’è chi ci si affeziona e chi neppure se la fila.
C’è chi ci vive tutta la vita,
Chi ci piange e ci muore.
Sorda e affilata come del boia l’ascia.
La mia, si chiama Angoscia.
Triste da far entrare
Ancor più triste da lasciar andare.
E quando rimane, vorrei solo vederla sparire.
Lei mi piace.
Bè, ne sono innamorato.
Una musa che si chiama angoscia.
Eutanasia indotta compulsiva.
Così la chiamo io.
Altri amore o solitudine.
Felicità o paura.
Torre, muro o sfinge.
Comunque a tutti sprona,
Chi a scrivere e chi a parlare.
Chi a guadagnare, chi a far del male.
L’importante è lasciarla spingere
e che l’altalena non si fermi.

Nadie quiere un columpio oxidado.






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venerdì, 09 settembre 2005
Ammirare un amore d'odio.



Sensazione assediante. Annego, rovino e riemergo, conturbato, e turbato da tutto questo sferismo generico, eppure così contestualizzato in un’epoca “d’amore rosa”, intercambiabile, rimasticato, quasi di plastica.


Simbolo più che oggetto, di qualcosa che era e può ancora essere.

(…)

Mi hai ucciso all’ospedale. Eri nel brodo per errore.
E questa volta ci sei riuscita.
Mi hai soffocato.
E ora ti ritrovo, pezzo di forcone riciclato di un diavolo condannato.


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martedì, 06 settembre 2005
AMOR A UNA PUTA

me gustaría poseer el arte pictorico, para poder pintar diario un nuevo vestido sobre tú piel así para no perder ni una linea de tú hermosa figura.

me gustaría poseer el arte arquitectonico, para poder construir una fuente en honor de tu pureza y tu lasciva hermosura.

me gustaría tener poder, poder político para ser exacto, para poder así hacer legal mi amor por ti e ilegal tu amor por los demás.

y si así no fuera...

me gustaría tener el poder de trasformarme y así volverme cama, para sostener tu culo en tus noches de trabajo, mientras te aplastan los deseos de tus clientes.

volverme foco rojo para acompañarte en tu espera de noche buena y día de gracias.

me gustaría poseer todo el dinero y el mal habito de tu padre, para poder visitarte todas las noches, pagarte y poder seguir teniendo con que comer.



*** este escrito no tiene ninguna referencia con la verdad, o por lo menos, con la mía de verdad.
cualquier semejanza con la realidad es pura coincidencia.

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martedì, 16 agosto 2005
Palesemente "retorica".

Fammi uscire dall’uscita. Uscita aperta solo dall’entrata. Entrata di vetro e portone di ferro sul retro con vista alla discarica. Discarica di faccie piene di lacrime per nascondere i loro sentimenti. Sentimenti sintetici producono lacrime d’acrilico che rotolano su facce di teflon. Teflon i capelli, di botox le espressioni e parole di silicone. Silicone che gonfia inutilmente mimiche iperboliche. Iperboliche facce malignano la retorica? Retorica che non scappa a chi la insegue. Insigne personaggio la utilizza senza saperne l’indirizzo. Indirizzo a chi non lo necessita. Necessita una strada e nulla più. Più di un marciapiede e qualche faccia amica. Amica… retoricamente.

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venerdì, 22 luglio 2005
Who?

vengo reinglobato o reinbloggato da un'Italia che non vuole cambiare, ma vuole solamente avanzare nella sua traiettoria del cazzo.

Una di quelle parabole oblique percorse da sensi unici e strade a fondo chiuso,da percorrersi a occhi bendati e bocca ben aperta. Legittimati da una ragione che ci fa sempre più, accettare qualsiasi assurdità.  Una logica perversa di menti atte all'autodistruzione. Niente più sorrisi per sorridere, niente più parole per parlare, solo miste emozioni camuffate da storioini e celate dietro bicchieri asciugati male.

per fotuna, c'è chi ancora vuole bene per il semplice gusto di amare. Chi parla per comunicare e perfino è rimasto qualcuno che sa ascoltare.

A queste persone voglio bene. è loro che voglio amare,  ma il problema è che non riesco a smettere di amare anche tutte altre...

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martedì, 21 giugno 2005
scippo a Polanco

19 giugno 2005
Orologio e portafoglio vengono assaliti alle 21.30 in via Campos Eliseos, angolo con parco Polanco.
L’orologio cerca di reagire e colpisce il primo rapinatore, mentre la pistola del secondo, sfiora il portafoglio e attraversa la camicia. Sangue. Che cola.
Lo sci(ro)ppo termina con portafoglio e orologio in tasche estranee che scappano nell’oscurità. Una pallottola calibro 35, che risulterà rubata come la pistola, nello stomaco di una camicia bianca tre bottoni.
Le sirene iniziano a fare il girotondo.
… quando i soldi valgono più della vita o meglio quando la vita, non vale nulla senza soldi, la materia s’impossessa di spirito, carne e mente.
Ed effettivamente: “El dinero te puede quitar la facia de jodido y es el mismo dinero que te jode de verdad”
D'altronde c’insegnano che altro non siamo che ciò che possediamo…

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Los Sabios hongos nos hacen revivir el

oggi
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...y lo que sobra pa el futuro.

 

La ventanilla de los Botónes

El siempre probo contador, comprobó que...

vió pasar *loading* carnales